9 novembre 2016

Punk 57 di Penelope Douglas. {Gli Inediti} Recensione


Care amiche,
se avete amato la serie Fall Away e avete dimestichezza con l’inglese, non potete non leggere Punk 57, l’ultimo bellissimo standalone che porta la firma di Penelope Douglas. Ho letto questo romanzo in pochi giorni, approfittando del ponte di Ognissanti. Quando inizio un libro di questa autrice non vorrei spegnere il Kindle se non a fine. Punk 57 narra la storia di due giovani, Misha Lare e Ryen Trevarrow, amici di penna fin dalle scuole elementari, da quando le loro insegnanti inavvertitamente li hanno scelti pensando che fossero due bambine. 


Il loro rapporto epistolare non si è interrotto anche dopo la fine dell’anno scolastico. Le loro lettere hanno scandito le fasi dell’adolescenza, uno dei momenti più difficili e problematici della vita che tutti abbiamo vissuto. Il romanzo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni e mi ha riportato indietro nel tempo. Quelle lettere sono stati gli unici momenti in cui Ryen ha potuto esprimere la propria personalità, senza nascondersi e dover fingere di essere qualcun altro, e Micha è riuscito a curare le ferite emotive dovute alla carenze d'affetto materno. 

Negli anni fra di loro è nata una grande amicizia e attraverso quella corrispondenza Micha e Ryen hanno trovato conforto l’uno nell’altra. Di comune accordo hanno deciso di non incontrarsi, per il timore che vedendosi avrebbero rovinato un rapporto tanto speciale. 

Micha e Ryen erano perfetti l’uno per l’altra, finché non si sono incontrati

Sarà proprio Micha ad infrangere la promessa una sera, ad una festa, andando a cercare l’immagine di Ryen sul suo profilo Facebook. Quella scoperta cambierà la loro storia. Quando Micha incontra per la prima volta Ryan non riesce a credere che sia proprio lei. La ragazza che ha di fronte è diversa da quella descritta nelle lettere. Non è la ragazzina timida ed insicura che ha sempre immaginato e di cui si è innamorato, ma una giovane esuberante, superficiale, meschina. La sua delusione iniziale è sostituita ben presto dal desiderio e dalla determinazione di farle capire che il suo modo di atteggiarsi è sbagliato. All’inizio Micha è tutt’altro che gentile con lei. Ryen per tutta la vita ha cercato l’approvazione e l’attenzione degli altri. La mancanza di autostima e di fiducia in se stessa hanno condizionato tutta la sua esistenza. Ryen ha sempre temuto il giudizio degli altri, ma il suo timore più grande è di non essere accettata, di venire esclusa e rimanere sola. Queste paure l’hanno spinta a cercare di essere la persona che tutti vogliono, la ragazza più popolare della scuola; quella non è la vera Ryen. Con questo libro l’autrice affronta un tema già trattato nella precedente serie, che ci fa capire quanto abbia a cuore i problemi degli adolescenti. 


Micha e Ryen sono due giovani che non hanno ancora trovato la propria identità. Il modo in cui l’autrice descrive la loro storia è meraviglioso. Leggendo questo libro ho ritrovato le atmosfere di Corrupt, le ambientazioni cupe, crepuscolari, misteriose che mi intrigano tantissimo. Come sottofondo durante la lettura immaginavo il brano di Alan Walcher. Avete presente Faded? Penso che le immagini di quel video sarebbero perfette per descrivere le atmosfere di questo libro. Ho rivisto nel ragazzo bendato e incappucciato Micha, mentre si aggirava per i corridoi abbandonati del Cove, il magazzino in rovina dove all’inizio Ryen e i suoi amici trascorrono un serata all’insegna della trasgressione. Il Cove è il deposito abbandonato ricoperto di murales, il luogo dove Micha si rifugia per trovare un po’ di pace e fuggire dalla realtà. E’ il luogo dove lui si nasconde per fuggire ai suoi demoni.  Micha è un personaggio maschile che mi è piaciuto molto. Ha un linguaggio schietto, diretto. Non è il tipo che si lascia influenzare dagli altri e non teme di andare controcorrente. E’ un ragazzo schivo, misterioso, danneggiato. Profondamente danneggiato. C’è un motivo per cui sta frequentando il college di Ryen, e la ragione non è lei. Come tutti i protagonisti della Douglas è 100% bad boy, con tatuaggi  e un piercing molto sexy sul labbro inferiore. Si muove furtivamente nel buio quando nessuno può vederlo e si aggira per le aule del college in piena notte. Mi sono chiesta se fosse lui PUNK, il personaggio misterioso che con le bombolette spray lascia sui muri della scuola messaggi di protesta. 


Sono rimasta piacevolmente sorpresa quando ho scoperto l’identità del proprietario del furgone che Micha utilizza nei suoi spostamenti. Chi avrebbe mai immaginato che Micha fosse imparentato con Will, uno dei migliori amici di Michael Crist, l’indimenticabile protagonista di Corrupt. Chi avrebbe mai immaginato di ritrovare quei personaggi in questo libro. Mi piace quando i romanzi sono collegati. Tra l’altro, la scena d’amore più rovente ed piccante di  tutto il romanzo avviene proprio su quel furgone, nel drive in. Quella scena è la conferma che temperatura negli ultimi libri dell’autrice si è parecchio innalzata. Il messaggio che l’autrice vuole trasmettere è che dobbiamo imparare ad amare noi stessi. Amarsi vuol dire accettasi per ciò che si è e non cercare l’accettazione degli altri, e comportarsi in certo modo per avere l’approvazione altrui. Se accettiamo noi stessi,  gli altri ci accetteranno per quello che siamo. Do a Punk57 4,5 cuoricini solo perché “Corrupt” e “Bully” mi sono piaciuti di più.

Baci, Greta
Molto bello




Qui trovate il romanzo in inglese!




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3 commenti:

  1. io l'ho trovato difficilissimo da leggere in inglese (probabilmente perche' io sono una schiappa) e non all'altezza dei precedenti mi ha un po' deluso

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    1. Ciao Patrizia! Non ti è piaciuto? Non è il mio preferito della Douglas, ma l'ho trovato più bello dei seguiti di Bully. Mi riferisco ai romanzi con protagonisti gli amici di Jared e Tate. Ps. Indipendentemente dal fatto che un romanzo sia in italiano o in inglese, ho difficoltà a leggerlo se la storia non mi prende... :)

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    2. si forse la storia non mi ha preso piu' di tanto e forse perche' l'ho letto dopo turbulence che mi era piaciuto parecchio

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